VISIONI - di Marcella Mencherini

Fino al 23 settembre
Mostra terminata

“Ciò che è visto non è oggetto di speranza e perciò di aspettativa di nuova prospettiva (è storia e non fede) mentre ciò che sentiamo e non vediamo, ma che intendiamo approfondire, rafforza in noi la speranza di raggiungerlo con perseveranza (perché è fede e non storia)”
(Paolo di Tarso)

Dal 7 al 23 settembre l’Ala Brasini del Vittoriano di Roma accoglie una monografica dell’artista aretina Marcella Mencherini che con 29 opere - 13 delle quali inedite - mette in scena una personale interazione di struttura e spazio, un mondo onirico e un universo artistico che sono l’espressione di pensieri e visioni che prendono forma, si concretizzano in immagini che trovano fondamento nel linguaggio aeropittorico.
In bilico tra simbolismo e surrealismo, prendendo le mosse dall’incontro con il mondo dell’aviazione e in particolare dell’Aeronautica Militare e rispondendo a certe particolari esigenze di illustrare alcune parti salienti della sua storia, Marcella si è lasciata coinvolgere dal fascino del volo che da sempre ha rappresentato il sogno più proibito dell’uomo.
Per tale esigenza si è ispirata all’arte futurista e divisionista dandone una sua particolare interpretazione.
Complesse e profonde - inconfondibili sotto il profilo stilistico ravvisabile nel valore estetico della linea e nella raffinatissima scelta coloristica - le opere ritraggono una realtà dalle verità sottese, linee che non rimandano ad altro che a se stesse denotando la loro intrinseca, elegante e sinuosa bellezza.

Nella prima sezione, sulla scia del simbolismo e per certi versi vicina alla corrente surrealista, il percorso espositivo della Mencherini si apre con opere che possiamo definire “ritratti di città”: attraverso immagini di monumenti- simbolo che permettono di cogliere il genius loci proprio di vari luoghi, simboli diversi per natura convivono simultaneamente sulla tela dialogando tra loro in un continuo rimando.
Si prosegue poi con immagini a carattere onirico che spaziano nel surreale e in alcuni casi con uno sguardo all’espressionismo.

La seconda sezione è dedicata all’aeropittura, quale branca del tardo futurismo in cui trovò esaltazione l’amore dei futuristi per la velocità. L’artista dà un’interpretazione dello spazio inteso non come vuoto pneumatico ma come fluido, come atmosfera, in cui la velocità dell’aereo è la forza che con esso lo fonde in un mirabile dinamismo fatto di spirali, vortici e traiettorie.

La mostra VISIONI si avvale del patrocinio dell’Aeronautica Militare e dell'Associazione Pionieri dell'Aeronautica.

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