Taking care of the Garden of Eden | Jesús Herrera Martínez

Fino al 3 novembre
18 giorni rimanenti

"Credevo di guardare un giardino, invece ero di fronte al mondo intero"

Per la sua seconda personale alla White Noise Gallery, il pittore spagnolo Jesús Herrera espone un ciclo inedito di opere dal titolo “Taking Care of the Garden of Eden”. Lavorando sulla rappresentazione della natura, Jesús s’interroga sulla paradossale impossibilità per l’artista di fornire rappresentazioni oggettive e distaccate di un tema.

La mostra è il tentativo, per definizione irrealizzabile, di racchiudere in un solo ambiente la totalità della natura. Come gli orti botanici sono costruiti per essere l’immagine perfetta di tutto ciò che esiste, nello stesso modo Jesus cerca la sintesi della diversità e della complessità degli uomini, in un unico luogo di coesione fra identità ed origini diverse.

Ciascuno dei pezzi del ciclo è concepito come un frammento di un giardino segreto, una linea di un disegno assoluto, pensato per essere custodito e portato con sé.
Questo è il caso degli Have, veri e propri polittici richiudibili creati per essere indossati come zaini e riaperti all’occorrenza, come finestre mobili sul giardino perfetto. Allo stesso modo gli esagoni, minuziosamente dipinti con i temi della vegetazione tropicale, sono pronti per trasformare ogni superficie in una porzione di boscaglia; anche in questo caso sarà il collezionista a decidere come disporli definendo così il suo, unico e personale, giardino dell’Eden.

Nelle opere di Jesús si ritrova lo spirito delle Wunderkammer in cui al rigore scientifico spesso si sostituiva il puro gusto per la fascinazione. È nei dipinti di pittori seicenteschi come Albert Eckhout che va ricercato il seme di questa ricerca: primi ritratti di realtà esotiche, provenienti dalle coste del Brasile, rappresentate come nature morte dal sapore totalmente mitteleuropeo. Ciascun elemento della mostra è al contempo rigoroso come l’illustrazione di un manuale di botanica ma inevitabilmente contaminato dalla mano e dalle fascinazioni del pittore. Così Jesús si fa custode dell’Eden, giardino assoluto, raccontandolo attraverso medium differenti, dalla tela alla ceramica, con la meticolosità di un curatore barocco, creando un preciso erbario di un giardino impossibile.



La pittura che Jesús Herrera ha elaborato per questo ciclo supera i limiti del quadro e si lancia alla scoperta della terza dimensione invadendo i supporti fino a trasformarsi in un mantello mimetico, avida di coprire/scoprire tutto con la rappresentazione del giardino perfetto. La squisitezza pittorica che caratterizza i lavori non è mai il loro fine ultimo ma anzi si fa mezzo a servizio del significato; nei lavori in mostra la prima protagonista è la natura, non la tecnica. Tutto nella rappresentazione di Jesús è coperto dalla pittura ad eccezione di cinque sculture di ceramica, solidi platonici immacolati, allegoria di una scienza assoluta e lontana che non è parte di questo giardino ideale ma piuttosto ne è l’unità di misura; il metro perfetto di giudizio a cui l’artista cerca di arrivare senza mai avere successo






Mostra realizzata con il patrocinio della Reale Accademia di Spagna a Roma

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Alfiero B.
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