ROBERT MAPPLETHORPE. L’OBIETTIVO SENSIBILE

Fino al 6 ottobre
Mostra terminata

"Sono entrato nel mondo della fotografia perché mi sembrava fosse veicolo perfetto per commentare la follia dell'esistenza odierna" (Robert Mapplethorpe)

Robert Mapplethorpe. L’obiettivo sensibile, che raccoglie quarantacinque opere, si concentra su alcuni temi che contraddistinguono l’opera di Robert Mapplethorpe (1946-1989), rivoluzionario e controverso maestro del secondo Novecento: lo studio delle nature morte, dei paesaggi, della statuaria classica e della composizione rinascimentale.
La scelta della curatrice di fare una mostra su Robert Mapplethorpe è ispirata alla pratica collezionistica dell'artista, avido raccoglitore di fotografie storiche, passione che condivideva con il compagno Sam Wagstaff, la cui collezione fotografica – composta in larghissima parte di ritratti, figure e paesaggi – costituisce un fondo straordinario del dipartimento di fotografia del Getty Museum di Los Angeles.
La mostra è un evento unico poiché, come afferma la curatrice: “le foto sono state in varie occasioni accostate alle opere di artisti del passato – Michelangelo, Hendrick Goltzius, Auguste Rodin – attraverso dialoghi sorprendenti e rivelatori, ma questa è la prima volta che vengono esposte nel contesto di una quadreria settecentesca”.
La selezione delle opere e la loro collocazione nella Galleria rispondono a diverse intenzioni: mettere in luce aspetti del lavoro di Mapplethorpe che risuonano in modo particolare con la Galleria Corsini, intesa come spazio — fisico e concettuale — del collezionismo, per innescare una relazione inedita tra i visitatori, le opere e gli ambienti della Galleria.
“Mapplethorpe non è mai stato alla Galleria Corsini, ma senz’altro avrebbe trovato interessanti le sale ancora allestite secondo il gusto del cardinale Neri (1685 – 1770), il creatore della collezione che visse in questo appartamento dal 1738 alla morte”. Così scrive nel suo testo Flaminia Gennari Santori, che prosegue: “Nel Settecento i quadri si disponevano alle pareti secondo criteri di simmetria, euritmia e varietà compositiva che stimolavano il visitatore ad individuare assonanze e differenze tra le opere, addestrandone lo sguardo. Sono gli stessi principi che hanno guidato l’obiettivo di Mapplethorpe nel corso di tutta la sua carriera; l’innesto delle sue fotografie, magneti in bianco e nero nel tessuto colorato di quadri che ricopre le pareti, è un invito ad esplorare la Galleria Corsini con la predisposizione di un conoscitore del Settecento, alla ricerca di assonanze, simmetrie e differenze.”
Il 2019 è il trentesimo anniversario della morte di Robert Mapplethorpe e questa iniziativa, organizzata in collaborazione con la Robert Mapplethorpe Foundation di New York, si iscrive in una serie di mostre dedicate all’artista, tra le quali una grande retrospettiva al Guggenheim di New York e, in Italia, quella al Museo Madre di Napoli che si concentra in modo inedito sull'intima matrice performativa della pratica fotografica dell’artista.
La mostra sarà accompagnata da una brochure con un testo di Flaminia Gennari Santori; inoltre, in programma, una serie di attività: una conversazione su Mapplethorpe con la curatrice, Jonathan K. Nelson, docente alla Syracuse University di Firenze e Andrea Viliani direttore del Museo Madre di Napoli (giovedì, 15 maggio 2019); visite guidate gratuite (previo acquisto del biglietto di ingresso al museo) ogni giovedì alle ore 17.00; laboratori didattici per bambini dai 5 ai 12 anni, ogni sabato alle ore 17.00 (dal 23 marzo al 22 giugno. Gratuito per i partecipanti, biglietto a 6 euro per due accompagnatori).
Per tre domeniche, 26 maggio, 9 e 23 giugno, alle ore 16.30, alcune delle opere esposte saranno oggetto dell’iniziativa Museo Adagio, un progetto di slow art per vivere la mostra con lentezza, contemplazione e condivisione, per osservare i capolavori con maggiore attenzione e consapevolezza.

A cura di Flaminia Gennari Santori

FOTO IN COPERTINA:
1 - 2. Allestimento, foto di Alberto Novelli;
3. Robert Mapplethorpe, Marcus Leatherdale, 1978. © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission.


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