Namsal Siedlecki - WHITE PAPER

Fino al 13 ottobre
Mostra terminata

"La mostra, partendo da un fenomeno di profonda attualità, intende spostare l’attenzione sulla questione più ampia del valore dell’opera, sulle sue possibilità di diventare un organismo con una propria autonomia e capace di generare ricchezza, sulla capacità di oggetti e materiali di diversa natura di combinarsi tra loro e trasformarsi."

Il progetto espositivo prende avvio da una riflessione sul valore che attribuiamo a certi beni, tra cui le opere d’arte: Siedlecki parte infattidall’utilizzo dei cosiddetti miner, in inglese vengono chiamati così gli elaboratori di calcolo impiegati per “l’estrazione” di Bitcoin, la celebre criptovaluta utilizzata su scala mondiale per transazioni economiche di ogni tipo.
L’ascesa delle criptovalute va nella direzione di un modello economico potenzialmente rivoluzionario e utopico, che oggi lascia tuttavia aperti alcuni interrogativi importanti circa la potenziale assenza di controllo negli scambi e le sue possibili derive speculative.
Namsal Siedlecki ha realizzato per White Paper delle sculture in cui oggetti tecnologici come i miner sono inseriti in un alveo di elementi naturali. Tronchi di legno e blocchi di pietra sono base e contenitore dei miner, dando così vita a creature ibride dalle proprietà formali imprevedibili. Questo contrasto vuole ispirare alcune riflessioni che ci accompagnano nella comprensione della mostra: il rapporto tra la virtualità delle criptovalute prodotte dai miner e la concretezza delle basi in pietra e legno; la funzione di questi elementi tradizionalmente usati come materia per la scultura e ora impiegati come “ambiguo” basamento per dispositivi elettronici; ma soprattutto il valore dell’opera d’arte, che – attraverso la presenza dei miner – incorpora la possibilità di produrre ricchezza nel tempo, creando il paradosso di un’opera che genera continuamente un “capitale” e che si rende autonoma dall’autore che l’ha realizzata.
Queste sculture-miner sono in comunicazione con altre centinaia di migliaia di elaboratori sparsi nel mondo che lavorano in contemporanea all’estrazione delle criptovalute.
L’artista ha realizzato anche delle tele con la pergamena, materiale di origine animale che — attraverso una lavorazione minuziosa e di origine antica — prende le sembianze di una superficie biancheggiante e rigida, una vera e propria pelle. L’impiego di questo materiale riflette l’interesse di Siedlecki per i passaggi di stato degli oggetti, la loro possibilità di mutare forma, focalizzando tuttavia di nuovo l’attenzione sul concetto di valore e sulla relazione della pergamena con gli scambi economici. Gli antichi registri sui quali venivano annotate spese, transazioni, operazioni finanziarie erano infatti di pergamena. Utilizzandola come tela, Siedlecki ne mette in evidenza le qualità formali e le proprietà materiali, come per i miner; due dispositivi diversissimi che hanno una profonda connessione con l’economia.
La mostra, partendo da un fenomeno di profonda attualità, intende spostare l’attenzione sulla questione più ampia del valore dell’opera, sulle sue possibilità di diventare un organismo con una propria autonomia e capace di generare ricchezza, sulla capacità di oggetti e materiali di diversa natura di combinarsi tra loro e trasformarsi.
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White Paper Namsal Siedlecki arte contemporanea

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