LUCIO FONTANA. Terra e oro

Fino al 25 agosto
5 giorni rimanenti

In un insieme straordinario di opere delle varie epoche lungo il percorso della storia dell’arte, dove lo spazio – sommo problema dell’arte figurativa dalle sue origini – è “rappresentato” nella maniera più varia e innovativa, solo Fontana è capace di dimostrare il raggiungimento finale della sua rappresentazione, perché Fontana lo spazio non lo rappresenta, lo crea.

La mostra Lucio Fontana. Terra e oro, a cura di Anna Coliva, è dedicata a due produzioni specifiche di Lucio Fontana, quella della ceramica e quella dei dipinti, selezionate rispettivamente nel tema delle Crocifissioni e in quello dell’oro.
Le opere sono circa cinquanta – realizzate principalmente nel decennio tra il 1958 e il 1968 – allestite in un percorso che coinvolge due sale nel piano delle sculture e sei sale nella galleria delle pitture.
La mostra si inserisce all’interno del progetto di ricerca su concetti cardine della collezione e del luogo. Fontana viene invitato a una relazione con la Galleria come soggetto in sé, in quanto propria e specifica figura artistica. Il Museo esprime spazi la cui percezione può continuamente rinnovarsi attraverso i modi della statuaria, delle superfici dipinte, dell’estensione del gusto collezionistico a configurazione dell’ambiente, tutti concetti che ricevettero radicale innovazione al suo interno con la nascita del Barocco e poi del Neoclassicismo, grazie alle complesse relazioni che vi si instaurano tra periodi diversi dell’evoluzione estetica.

A fissare gli occhi dello spettatore sulla genialità del luogo in quanto spazio, sull’importanza cognitiva di ogni singola invenzione dello spazio in opere come Amor Sacro e Amor Profano di Tiziano, la Deposizione di Raffaello, la Madonna dei Palafrenieri di Caravaggio, il Ritratto d’uomo di Antonello da Messina o la Melissa di Dosso Dossi e come le sculture di
Gian Lorenzo Bernini, può essere chiamato solo il massimo innovatore dello spazio nell’arte moderna: Lucio Fontana
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