IN RELAZIONE - Jota Castro 500 ways Sergio Fermariello Go-Pro Syria

Fino al 29 settembre
Mostra terminata

Il programma autunnale di Musia parte dall’arte contemporanea internazionale e presenta dal 4 al 29 settembre nella Galleria 9la mostra In relazione con due opere in dialogo di Jota Castro e Sergio Fermariello, artisti che hanno scelto di trattare con il loro lavoro temi inerenti l’attualità, la geopolitica e i problemi sociali.



L’opera 500 ways (2006, installazione composta da gommone, monete, legno) di Castro, proveniente dalla Collezione Jacorossi, e il video Go-Pro Syria (2018, 12 min) di Fermariello documentano i drammatici risvolti delle politiche contrarie all’integrazione culturale, che realizzerà anche un’acquaforte in 100 esemplari per finanziare un progetto di scolarizzazione per i bambini di Aleppo organizzato dalla comunità siriana di Roma.



Jota Castro (Yurimaguas, Perù,1965) vive a Bruxelles ed è redattore di “Janus magazine” in Belgio e “Nolens Volens” in Spagna e insegnante presso l’Università Europea di Madrid. Utilizza media diversi tra cui la fotografia, la scultura, il video allo scopo di realizzare installazioni capaci di parlare al pubblico di problemi sociali. Il suo lavoro è stato sviluppato in diversi paesi e ha partecipato alla Biennale di Venezia, Tirana, Praga e nel 2004 ha vinto la Biennale di Gwandju in Korea.



Sergio Fermariello (Napoli,1961) interrompe gli studi universitari di Scienze Naturali per dedicarsi esclusivamente al disegno e alla pittura. Verso la metà degli anni Ottanta il disegno tende a un segno ripetuto, ostinato nella sua fissazione da cui emergerà il guerriero, icona che accompagnerà il lavoro di Fermariello. Nel 1989 riceve il primo importante riconoscimento con il premio internazionale Saatchi & Saatchi per i giovani artisti a Milano. Da quello stesso anno ha inizio un’intensa collaborazione con la Galleria Lucio Amelio, presso cui esporrà nel 1989, 1991 e 1992. Tra le opere più recenti Guerrieri-scrittura (2017), entrato nella collezione del museo MADRE a Napoli.

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