Gea Casolaro MOLTO VISIBILE, TROPPO INVISIBILE

Fino al 20 dicembre
35 giorni rimanenti

" Il contributo dell'artista Gea Casolaro all'interrogativo etico e morale che riguarda il destino del pianeta non meno che la coscienza individuale e collettiva. "

The Gallery Apart è orgogliosa di presentare MOLTO VISIBILE, TROPPO INVISIBILE, il nuovo progetto con cui Gea Casolaro offre il suo contributo a quell’interrogativo etico e morale che riguarda il destino del pianeta non meno che la coscienza individuale e collettiva. L’eccezionalità dei tempi correnti, l’incertezza sulla tenuta delle istituzioni democratiche, il concretizzarsi di uno scenario ambientale catastrofico, la tragica incapacità di prevenire e gestire i flussi migratori e le conseguenti pulsioni nazionaliste e razziste portano Gea Casolaro a proporre chiavi di lettura che rifuggano da un approccio troppo astratto ai problemi, atteggiamento di per sé origine e concausa della difficoltà nella ricerca di soluzioni. Tale aspirazione alla concretezza è alla base della pratica artistica di Casolaro.

L’indagine sulle molteplici modalità di visione, a cui l’artista ha improntato gran parte della sua poetica, viene utilizzata per lanciare connessioni di senso atte a generare dubbi e riflessioni nello spettatore. Già nei suoi lavori fotografici del passato è palese una tensione verso la multidimensionalità, ma l’esigenza di inglobare la pluralità dei punti di vista, oltre che una sollecitazione alla formazione di massa critica per sfidare la contemporaneità, costituisce per Casolaro motivo per adottare nuove modalità operative nella sua pratica artistica. Da qui la predilezione per processi di coinvolgimento e compartecipazione nella realizzazione delle sue opere e la sperimentazione, negli anni, di nuove forme di espressione, in contrapposizione all’uso compulsivo delle immagini della comunicazione di oggi.

Anche MOLTO VISIBILE, TROPPO INVISIBILE è frutto di questo approccio creativo. Insieme al filosofo Enrico Castelli Gattinara, Casolaro ha invitato alcune personalità a partecipare a degli incontri svoltisi all’interno degli spazi della galleria con lo scopo di sviscerare, da punti di vista anche eccentrici e mai banali, tematiche di attualità. Da questi incontri l’artista ha tratto il materiale per realizzare il video che dà il titolo alla mostra. Parallelamente ha lavorato con un gruppo di giovani stranieri appena giunti in Italia, volutamente al di fuori di ogni categorizzazione (regolare/irregolare, rifugiato, profugo, migrante economico) a sottolineare la comune appartenenza ad un’unica umanità ai cui membri, nessuno escluso, andrebbero garantiti i diritti fondamentali, compreso quello al sogno di un futuro migliore. Dal lavoro di Casolaro emerge come il desiderio di moltissimi migranti sia anzitutto quello di migliorare se stessi. E l’artista spinge a riflettere su quanto queste aspirazioni e questa energia potrebbero essere un carburante rigenerativo per le nostre stanche società.

Casolaro come sempre agisce per sollecitazione, sfruttando la forza delle immagini che si formano nella sua mente e che restituisce all’attenzione di chi, attraverso l’arte, chiede se non soluzioni, quanto meno credibili interpretazioni. L’esigenza di concretezza spinge l’artista a reificare le sue immagini-pungolo in veri oggetti tridimensionali. Ecco dunque che al video e ai lavori di arte partecipata si aggiungono oggetti-scultura che Casolaro riesce a trattare per quello che sono: pure immagini. La felpa con il simbolo tratto dal costume di Ubu Roi ad evocare i tanti Ubu, nostrani e no, con cui il destino delle Nazioni e l’intera convivenza civile devono fare i conti. Il telescopio puntato su un planisfero fisico dal significativo titolo Il cielo stellato e la legge morale, kantianamente ispirato all’esigenza di riflettere sul proprio ruolo su questo pianeta da preservare nella sua preziosa ed integrale universalità, senza distinzioni di confini o di interessi economici. Ed ancora Specchio delle mie brame, efficace antimonumento all’incomunicabilità e a una distorta visione della realtà che contraddistingue le comunicazioni di oggi. E infine Torno subito, un incitamento a riprendere il nostro ruolo di donne e uomini senzienti e raziocinanti dopo un periodo troppo lungo, e ancora in corso, di ricreazione intellettuale: il suono di una sveglia, o se si vuole di una campanella, che Casolaro affida ad un messaggio su una maglietta significativamente vuota.
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Gea Casolaro installazione fotografia

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