Costellazione 2 - Beuys: Viaggi in Italia - Recuperi di storie tedesche girando per Roma

Fino al 28 aprile
4 giorni rimanenti

“In ogni uomo italiano, in ogni donna italiana possiamo onorare un re o una regina”

La Casa di Goethe presenta con “Costellazioni 2” la seconda puntata di due esposizioni che raccontano storie e tesori tedeschi rinvenuti a Roma da Giuseppe Garrera, ideatore del progetto. La mostra a cura di Giuseppe Garrera e Maria Gazzetti, direttrice della Casa di Goethe, è pensata in primo luogo come un omaggio a Walter Benjamin, alla flânerie, al collezionismo, alle tante storie, ai tanti segni e passaggi di civiltà dispersi in una metropoli, nei luoghi di scarico, da robivecchi, cenciaioli, rigattieri e antiquari.

Il progetto delle Costellazioni alla Casa di Goethe presenta ritrovamenti “tedeschi” avvenuti a Roma. Tanti tesori che collezionisti, passeggiatori, bibliofili, recuperano, “salvano”, in giro per Roma da case sgomberate di famiglie, studiosi e viaggiatori tedeschi. Roma, come nella Parigi di Benjamin, è ancora piena di bancarelle, mercatini, rivenditori in cui vanno a finire tuttora innumerevoli biblioteche e suppellettili di case di appassionati collezionisti. Si tratta quindi di oggetti orfani, ritorni, nostoi, perdite: alla realizzazione della “Costellazione” sovrintendono le leggi del caso e il girovagare.

Costellazione 2 è dedicata interamente ai ritrovamenti di Giuseppe Garrera in gran parte avvenuti nei mercatini romani legati stavolta alla figura e all’opera di Joseph Beuys (Krefeld 1921 – Düsseldorf 1986) e che documentano i lavori e la presenza dell’ artista tedesco in Italia: oggetti, manifesti, cartoline, inviti, ricordi e segni di affetto dell’ artista tedesco, edizioni e fotografie. Al centro della mostra è il suo legame straordinario con l‘Italia e la sua visione politica. Soprattutto il Sud dell’Italia con la sua cultura e la sua storia è stato una importante fonte di ispirazione per l’artista. Il giovane soldato Beuys era stazionato a Foggia da febbraio a giugno 1943. Tornò solo nel 1971 a Napoli per la sua prima mostra non senza aver letto prima il Viaggio in Italia di J.W. Goethe. Da allora ritornò più volte tra il 1971 e il 1985 – grazie alla stretta amicizia col poi divenuto leggendario gallerista napoletano Lucio Amelio – per dare con le sue azioni, mostre conferenze e discussioni pubbliche nuovi impulsi a un pensiero e a nuove azioni creative.

Capri, Napoli, Foggia, Roma, Venezia e Bolognano sono le stazioni in cui con le sue mostre entrò in diretto contatto col suo pubblico.
Pubblico che in Italia vide in lui di volta in volta lo sciamano, il predicatore, l’oratore, il filosofo, il maestro, anche se Beuys rifiutava i ruoli definiti di maestro e studente. In Italia Beuys, che si rifaceva spesso a Novalis e al pensiero del romanticismo, incarna nel senso classico tutta la tradizione romantica tedesca.

Gli oggetti esposti, in prevalenza multipli prodotti da Beuys a partire dalla meta` degli anni 70, ripercorrono i suoi Viaggi in Italia e queste visioni artistiche e politiche. Essi dovevano rendere i suoi concetti estetici e politici accessibili a una cerchia più larga di persone. Questi oggetti, definiti e considerati da Beuys come “veicoli di agitazione”, derivavano dal suo concetto allargato di arte inteso come una nuova categoria di arte che comprendesse qualsiasi forma di creatività umana.

Perché, come amava ripetere, “Io mi vedo come un artista di un concetto allargato di arte, un precursore, un illuminista delle vere connessioni del mondo”.

Giuseppe Garrera è musicologo, storico dell’arte, collezionista e coordinatore scientifico del Master in Economia e Management dell’Arte e dei Beni Culturali della Business School del Sole 24 Ore. Vive e lavora a Roma.

FOTO IN COPERTINA:
1. Incontro palazzo Taverna, 21.4.72. Foto Massimo Piersanti;
2. APRI BENE LA BOCCA, 1978. Serigrafia firmata beuys e joerg frank;
3. Particolare allestimento mostra;
Azione terza via - iniziativa promozionale 1978. Libretto rosso Azione terza via presentato durante la discussione. Pubblicato da Lucrezia De Domizio, Pescara;
La rivoluzione siamo noi cartolina. Immagine dell’artista in cammino con la sua tipica “divisa” venendo incontro a chi lo guarda. Foto di Giancarlo Pancaldi.

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