Transfiguration - Olivier de Sagazan

sabato 19 maggio ORE 18:30
Da oltre venti anni Olivier de Sagazan conduce una pratica ibrida incentrata sulla contaminazione tra pittura, fotografia, scultura e performance. L'immagine residua delle sue azioni evoca la pittura di Francis Bacon, gli interventi di body art di Günter Brus, fino ai riti di possessione balinesi concentrati in un unico evento dove convivono molteplici linguaggi espressivi.
Transfiguration, performance nata nel 1998 ed in continuo sviluppo, è stata realizzata grazie alla collaborazione dell’Accademia di Belle Arti RUFA - Rome University of Fine Arts e della classe di scultura di Davide Dormino, ed è stata preceduta da un’anteprima fotografica esposta in galleria in occasione dell’opening Contemporary Cluster #8 del 12 maggio 2018. Si tratta di una serie di scatti di Didier Carluccio nei quali il celebre artista francese è immortalato durante alcuni dei momenti più significativi di Transfiguration degli anni passati. Il topic scelto per la rassegna, Beauty & Brutalism, torna essere il terreno tematico sul quale si realizza ora la performance: durante l’atto performativo l’artista sovrappone strati di argilla e colore sul proprio volto e sul proprio corpo per trasformare, sfigurare, riplasmare la propria immagine, rivelando una umanità ibrida e grottesca, a metà strada tra umano e animale.
Transfiguration è la storia del desiderio insoddisfatto dello scultore di dare vita alla sua creazione. In un gesto di disperazione, egli modella la creta sulla sua testa, seppellendosi nel materiale, sradicando la sua identità e diventando un'opera d'arte vivente. Cancellare il proprio volto significa riformulare la propria identità, problematizzandola. L’artista si trasforma in burattino e burattinaio di se stesso, ricercando il suo vero volto sepolto sotto strati di argilla. Attraverso un processo metamorfico che si svolge sotto gli occhi dello spettatore, de Sagazan cambia identità sul palco, trafigge, cancella e disfa gli strati del suo viso in una ricerca frenetica. Un percorso quasi ascetico, che dal fango conduce al ritrovamento di se stessi dopo una lunga e conflittuale ricerca. Dipingere e scolpire diventa una forma di rituale tra danza e trance in cui l'improvvisazione è essenziale. La trasfigurazione dà un nuovo significato alla nozione di vita, offrendo una visione avvincente, inquietante e commovente.
La performance si svolgerà nella sala delle colonne al terzo piano del palazzo storico.

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