Ō - JAN MARTENS - Ō - MUSICA DANZA ARTE

giovedì 20 settembre ORE 19:00
L’interiezione Ō! esprimeva in latino un’ampia gamma di emozioni: gioia, dolore, desiderio, ammirazione, stupore. Un’invocazione, un’esclamazione!
Ō è una cellula, una monade, ma è anche un cerchio, un insieme, un anello, un girotondo. È l’ossigeno, l’acqua che scorreva nelle Terme di Diocleziano, è una bollicina. Ō è l’unione degli opposti, due persone che si abbracciano, è il disco del sole e della luna, la volta celeste, il segno del sacro, la strada ciclica degli dei, traccia del tempo eterno, del rito e del mito. Ō evoca le stagioni, ritma l’armonia dei pianeti.
Occhio, bocca. Una nota, una danza. Il centro della città. Una forma semplice e complessa, compiuta, primordiale.
Ō ha l’ambizione di ripopolare le Terme di Diocleziano, di vivificarle della presenza di donne e uomini che si ritrovano per farsi del bene. Come fu un tempo, le Terme saranno un luogo di unione, di prosperità, aperto a tutti.

20 SETTEMBRE - JAN MARTENS - DANZA CONTEMPORANEA

Progetto: Jan Martens presenterà estratti di Rule of Three (2017) e
Sweat Baby Sweat (2011) e, a completare il tutto, un pezzo esclusivo del soprammenzionato Rule of Three che verrà mostrato per la prima volta al Museo Nazionale delle Terme di Diocleziano di Roma.
Rule of Three è una performance di danza che si colloca a metà strada fra un concerto e una raccolta di novelle, storie scritte con l’ausilio di
tre o quattro corpi, luci, costume, testi e musiche a cura del batterista e compositore NAH. Una meditazione libera che, rispecchiando i tempi, è un gioco di contrasti.
Sweat Baby Sweat è una performance sull’amore. Un duetto quasi provocatoriamente lento in cui un uomo e una donna fondono potenza acrobatica e vulnerabilità mentale: uno sguardo sull’amore, oltre ogni cliché.
I lavori saranno adattati al contesto antico del museo. Il pubblico potrà decidere quanto avvicinarsi e che grado di intimità raggiungere con la scena.
Biografia: Jan Martens (nato in Belgio nel 1984) ha studiato alla Fontys Dance Academy di Tilburg e si è diplomato in danza all’Artesis Royal Conservatoire di Anversa. Nel 2010 ha iniziato a creare le sue proprie coreografie che sono state rappresentate con frequenza sempre maggiore di fronte a platee nazionali e internazionali.
Il lavoro di Jan Martens si nutre della convinzione che ogni corpo è in grado di comunicare, ogni corpo ha qualcosa da dire. In ogni sua nuova creazione tenta di ridisegnare la relazione fra il pubblico e l’artista.
Dopo il suo primo show I Can Ride a Horse Whilst Juggling So Marry Me (2010), ha ideato moltissime coreografie – assoli, duetti e lavori di gruppo,
i cui più recenti sono The Dog Days Are Over (2014), Ode to the Attempt (2014), The Common People (2016) e Rule of Three (2017). Jan ha da poco iniziato a lavorare su Passing the Bechdel Test, un pezzo per 13 giovani f/x in cui testo e movimenti sono al servizio di tematiche quali l’omosessualità, lo stereotipo, il femminismo, i modelli di ruolo, l’accettazione. Il pezzo, prodotto da Grip e Fabuleus, debutta a novembre 2018.
Martens ha il ruolo di direttore artistico della piattaforma di coreografia GRIP, che produce e sostiene il suo lavoro, promuovendo inoltre lo sviluppo artistico dei seguenti professionisti: Bára Sigfúsdóttir, Steven Michel
and Michele Rizzo. Ha vinto il North Brabant Prize of the Prins Bernhard Cultuurfonds (2014) e il prestigioso Charlotte Köhlerprijs (2015) per la
sua opera. Dal 2017 è “Creative Associate” al deSingel International arts campus, ruolo che manterrà fino al 2021, e “Artiste Associé” a CDCN Le Gymnase a Roubaix, Nord-Pas-de-Calais con il patrocinio del Ministero della Cultura e della Comunicazione (2016-2018).

FOTO IN COPERTINA: JAN MARTENS, Sweat baby sweat ©Klaartje-Lambrechts

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