Lezioni timbriche di Naufragio 1

domenica 25 marzo ORE 18:30
1. in un inghiotto galleggiare sul sopra del sotto

live electronics audio-video di Simone Pappalardo e Salvatore Insana su materiale estratto con atto di parassitismo sull’installazione “spilli” di Alberto Timossi

Il primo di una serie di interventi artistici sul tema dell’affondamento e del naufragio: performance, concerti e installazioni che declinano in più modi, mimano e stigmatizzano l’annegamento. Il tema è ovviamente strettamente connesso al nostro quotidiano, non solo per gli avvenimenti di cronaca che sempre più spesso ci raccontano lo scontro drammatico fra la necessità umana di valicare confini, alla ricerca di condizioni migliori, e le avversità naturali che ancora oggi vincono su mezzi tecnici che mostrano tutta la loro precarietà, radicalizzando la dicotomia tra scienza e natura; ma Il naufragio è anche una condizione esistenziale, un processo in atto che opera sotterraneo nella stasi del nostro dis-agio quotidiano. I resti di strutture in cemento mai terminate, affioranti dalle acque limacciose del lago dell’ex snia, i macchinari da lavoro sepolti dal limo, i mezzi tecnici erosi dall’azione delle melme e deformati dalle alghe sono dunque fotografie di un percorso di disfatta e di rinascita.
La prima lezione timbrica avrà la forma di un live electronics per macchine sonore di Simone Pappalardo e video di Salvatore Insana. I materiali audio e video nascono, in parte, da azioni parassite di appropriazione momentanea dell’opera di Alberto Timossi "spilli" installata presso il lago "ex snia". Attraverso l’uso di tecnologie povere, microfoni-idrofoni autocostruiti installati nell’opera, obbiettivi artigianali e portatori di difetti, proponiamo un'operazione di assalto, di sabotaggio estetico. Come far affondare la visione? Il naufragio dei sensi è questione delicata. Dare segnali che la resa estetica è un'arma a doppio taglio, tra resistenza alla rincorsa tecnologica e rinuncia alla spettacolarizzazione, tra attenzione al dettaglio, al laterale, allo scarto e disarmo dell'alta definizione, in ascolto della natura, del respiro degli esseri, ad altezza uomo.
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