Gianni Berengo Gardin. Roma

PARCO ARCHEOLOGICO DELL'APPIA ANTICA - via Appia Antica, 251 Roma - Roma
Until 19 January
92 Days until closure

QUANDO AD OSTIA SI ANDAVA IN BICICLETTA.

Il grande reporter italiano ha voluto fare alla Capitale uno straordinario e coinvolgente viaggio alle radici della Roma contemporanea. Gianni Berengo Gardin ha ritratto, dalla seconda metà degli anni Cinquanta ad oggi, tutta la società romana, dal sottoproletariato all’aristocrazia, dai borghesi agli operai: la potenza del suo sguardo ha colto attitudini e gesti, sintetizzando lo spirito della città.

Ligure di nascita e veneziano d’origine, Gianni Berengo Gardin (1930) conosce Roma
sin dall’infanzia, negli anni dell’occupazione tedesca e della liberazione, quando viveva
al rione Celio. È alla fine degli anni Cinquanta che Berengo Gardin torna nella Capitale
da professionista, al servizio del celebre settimanale Il Mondo. Le sue immagini sono
documentazione del clima di un’epoca, colgono gesti e atmosfere della città e della
gente che la popola. Sono queste le caratteristiche del grande fotografo, capace di andare
oltre la cronaca. Nei decenni successivi le committenze di reportage sociale, di paesaggio
urbano e di architettura offrono nuove opportunità per raccontare Roma. In mostra non
mancano immagini scattate lungo l’Appia Antica.
L’esposizione è un sorprendente affresco dell’evoluzione e delle contraddizioni della
città. Un ritratto complessivo capace di cogliere nei dettagli, nei gesti e negli sguardi dei
romani quella franchezza aperta e sfacciata che li contraddistingue. Poesia e bellezza,
forza e violenza, architettura storica e trasformazione delle periferie tessono un racconto
denso di emozione.
Il paesaggio umano e il racconto sulle persone di Berengo Gardin, che non dimentica
mai i luoghi, ben si iscrive nel sito prescelto per questo omaggio a Roma: la tenuta di
Santa Maria Nova. Questo spazio rappresenta una vivida testimonianza dell’evoluzione
del paesaggio sull’Appia e di una frequentazione che, dalle più precoci fasi romane fino
ai nostri giorni, non si è mai interrotta. Questo monumento, con gli scavi delle terme
circostanti, i recinti medievali (claustra), le imponenti cisterne, rappresenta anche
il punto migliore per iniziare il percorso alla scoperta di Villa dei Quintili, insieme
all’area archeologica e monumentale della Via Appia Antica: al sito di Capo di Bove, al
complesso del Mausoleo di Cecilia Metella e Castrum Caetani che, insieme, costituiscono
il patrimonio dello Stato destinato al pubblico godimento, in un ambito territoriale per
lo più di proprietà privata.
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Gianni Berengo Gardin Roma fotografia

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