Giacomo Balla. Dal Futurismo astratto al Futurismo iconico

Until 17 June
Exhibition closed

" Data l'esistenza della fotografia e della cinematografia, la riproduzione pittorica del vero non interessa né può interessare più nessuno. " G. Balla, Manifesto del colore, 1918

La mostra appena inaugurata parte dal famoso dipinto Primo Carnera del 1933, opera eccezionale della produzione del Maestro futurista, custodita nella collezione permanente di Palazzo Merulana e dipinta sui due lati. Vaprofumo del 1926 da una parte, che rappresenta appieno il giocoso sistema sinestetico del futurismo balliano dell’epoca; e il Ritratto di Primo Carnera del 1933 dall'altra. Quest’ultimo si ispira nitidamente a una foto di Elio Luxardo, amico di Marinetti e autore di un impressionante ritratto del pugile pubblicato sulla prima pagina della “Gazzetta dello Sport” nel 1933, quando diventò Campione del Mondo. L’intenzione di far coincidere l’immagine dipinta con l’effetto del rotocalco è sottolineata dall’applicazione al fondo del dipinto di una rete di metallo su cui poi dipinge, provocando un effetto di “retinatura”, come quello ottenuto dalle immagini a stampa dei giornali.

Balla evidentemente studiava un possibile sviluppo e rinnovamento del Futurismo, contenuto indagato in questa mostra, nella quale si riuniscono circa sessanta opere: dipinti più esplicitamente futuristi della fine degli anni venti, opere eseguite con questa tecnica a “retinatura”, immagini dei divi di quegli stessi anni di grandi fotografi come Elio Luxardo e Arturo Ghergo, e parimenti riviste dell’epoca cui Balla si è ispirato esplicitamente.
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Giacomo Balla pittura

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